sabato 14 novembre 2009

A PROPOSITO DI GOLDMAN SACHS

"GOLDMAN VENDEVA
TITOLI SPAZZATURA
PUNTANDO SUL CROLLO"

di Maggi Glauco -
La Stampa 3 novembre 2009
AI CLIENTI 40 MILIARDI DI OBBLIGAZIONI TOSSICHE
NUOVA INDAGINE APRE LE PORTE A UNA VALANGA DI CAUSE LEGALI

"La Goldman Sachs riusciva a guadagnare soldi continuando a vendere ai clienti i titoli tossici di cui prevedeva il crollo, nello stesso tempo scommettendo che l'indice dei bond-subprime arebbe andato male. Una indagine giornalistica di cin4ue mesi del gruppo editoriale McClatchy, terzo negli Usa con una trentina di quotidiani regionali ha rinnovato le accuse alla Goldman, aprendo forse la porta a iniziative legali da parte di chi è stato danneggiato dalla doppiezza della banca più odiata-stimata a Wall Street.

Nel 2006 e nel 2007 la Goldman confezionò e collocò tra il pubblico 40 miliardi di obbligazioni «garantite» da almeno 200 mila prestiti a rischio, i famigerati mutui subprime, senza dire mai ai clienti che stava segretamente scommettendo, tramite la sua divisione di trading in titoli, su una caduta delle quotazioni immobifiari e sul conseguente deprezzamento dei bond relativi. L'accusa è che la banca non abbia rispettato i suoi doveri di fiduciaria nei confronti degli investitori che si fidavano di quei titoli a tripla A, ma non sapevano che i broker della stessa Goldman li giudicavano «spazzatura». Ora, con fondi pensione, compagnie di assicurazione, sindacati e istituzioni finanziarie anche estere che si ritrovano in portafoglio titoli dal valore molto sacrificato, l'ipotesi avanzata dai giornalisti della McClatchy è che si apra una stagione di querele da parte dei danneggiati.
«La Sec (Consob Usa) dovrebbe essere molto interessata a indagare sulla attività di qualsiasi compagnia che decide segretamente che un certo prodotto finanziario è perdente, e poi va sul mercato e attivamente promuove questo titolo, o altri simili, presso usi pubblico che non sospetta di nulla, senza esternare la sua vera opiniofle in merito», ha detto Laurence Kotlikoff, professore di economia alla Boston University che ha proposto una generale revisione sulle banche americane. «Questa è una frode e dovrebbe essere perseguita».

John Coffee, professore di legge alla Columbia University di New York ed ex consulente nel board del New York Stock Bxchange, ha per precisato che le banche di investimento hanno una larghissima discrezione nel maneggiare i propri asset, e che la legalità o meno della Goldman risiede in che cosa fosse davvero a conoscenza dei manager a quel tempo. Al tempo delle prime indiscrezioni, la difesa della Goldman era nel fatto che la legge impedisce la comunicazione tra le varie divisioni operative della banca (la cosiddetta «muraglia cinese»).

Goldman Sachs, intanto, è impegnata in un'altra operazione che potrebbe essere fonte di future polemiche. Per il Wall Street Journal sta trattando con Fannie Mae, l'ex colosso dei mutui nazionalizzato, l'acquisto di un miliardo dei suoi crediti d'imposta. Il miliardo della banca sarebbe ossigeno per i conti di Fannie Mae, ma il dipartimento del Tesoro sta valutando di stoppare l'acquisto. «Stiamo visionando la proposta e non daremo il via libera a meno che ciò non sia chiaramente a beneficio dei contribuenti», ha detto un portavoce. "